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24 luglio 1997 - estratto da "L'Arena di Verona"
IO E I BAMBINI DI STRADA
[...] La strada raccoglie tutti, bambini e bambine dai cinque anni in su che si uniscono in piccole
bande di disperati trasformati in corrieri della droga, ladri, prostitute. A loro volta ricorrono
alle droghe, per la sensazione di calore che danno, con cui cercano di contrastare il freddo
delle notti. Una delle più usate è il pegamento, una colla che sniffano. Dopo 3-4 anni
di sniffate però devono ricoverarsi in ospedale e farsi operare poichè nel frattempo si è formata
una palla di sostanza nello stomaco.
A San Paolo, invece, i meninos da rua fumano il crack, molto economico: lo mettono
nella biro e nel giro di otto secondi arriva al cervello creando danni irreparabili.
I trafficanti usano i bambini come spacciatori, "i piccoli cani del crack", i bimbi di Bogotà
dormono nelle fognature per non morire assiderati: hanno un cane, amico e protettore che
impedisce che i topi gli mangino i piedi. Poi c'è l'esercito delle bambine prostitute,
le piccole schiave del sesso. "Al mercato del Lilon bambine di cinque, sei anni, vergini,
vengono prostituite per 500 dollari; per chi non può accedere a questo mercato, ci sono le bambine
che passeggiano sulle strade. Per impedirlo, la legge ha istituito il coprifuoco alle 21; ma loro
si fanno trovare prima e non è cambiato niente. Guadagnano anche 100 dollari alla prestazione.
Proprio per questo motivo è difficile toglierle dalla strada, perchè guadagnano bene. Ed il motivo
per cui si dice che: "se i bambini hanno molti problemi le bambine ne hanno molti di più". [...]
Articolo di Daniela Zambonini
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