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04 agosto 1997 - estratto da "L'Arena di Verona"
«LA VITA, LA SOLA COSA CHE HO»
IL COMANDAMENTO DEI MENINOS DE RUA: "SOPRAVVIVERE" - LA LORO MORTE VALE 50 MILA LIRE.
UNO SU DIECI VERRÀ UCCISO.
« Non aveva più di nove anni. Portava una camicetta macchiata, scolorita e talmente
aderente da mostrare le costole. La minigonna rossa era ferma in vita da una corda. Le sue
gambe nude, coperte di lividi, si appoggiavano sui tacchi di vernice. La bambina strigeva
con il braccio una bambola nuda, dai ricci capelli biondi». È la descrizione di Diana,
una delle tante bambine prostitute colombiane conosciute da Marco Bonatti. [...]
«Sono milioni in Sud America i bambini abbandonati sulla strada dai genitori», ha spiegato,
«alcuni piccolissimi, di soli 3-4 anni. Vivono nell'indifferenza generale e resistono al freddo e
alla fame "sniffando" colla in bottigliette o sacchettini, una droga rudimentale che dà loro la forza
di prostituirsi, commettere furti e atti di violenza». [...]
«I meninos de rua», ha spiegato ancora Bonatti, «dormono nelle fogne tra i topi
e quando le acque sporche si alzano non sempre riescono a fuggire in tempo: muoiono annegati,
semplicemente». Dormine nelle fogne è anche un modo per salvare la pelle, perseguitati come si è dagli sqaudroni
della morte, i gruppi di sterminio pagati dai commercianti (si dice che il prezzo sia di 50 mila
lire per ogni bambino ucciso) per "ripulire" la città da questi piccoli ladri, per i quali
valgono solo due leggi: i loro comandamenti sono la sopravvivenza e la violenza. [...]
Impressionanti sono le cifre dei "meninos de rua": si calcola che dal 1984 al 1990 ne siano
stati uccisi 5.000 e che almeno un bambino di strada su dieci sia destinato a morire ammazzato entro un anno. [...]
Un'altra piaga molto diffusa è lo sfruttamento del lavoro minorile. Sono 300 milioni i piccoli
lavoratori impiegati in miniere e in fabbriche in condizioni disumane. Molti, tra i 5 e i 6 anni,
lavoarano nelle fabbriche per la costruzione di fuochi artificiali per più di 14 ore al giorno:
al buio, seduti per terra, tra escrementi di maiali e galline. Con il pericolo, sempre incombente,
di improvvise esposioni. Altri trascorrono la giornata nelle discariche con le mani nel fango per
recuperare cibo, acciaio, carta e altro materiale che possa servire all'industria del riciclaggio. [...]
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